L'open call per il numero 8 è online!
Ho avuto così tanto il mare negli occhi che non mi stupirei se quest’anno le mie palpebre venissero premiate come ‘migliori località balneari’. Le mie lacrime, d’acqua salata - non potabile - sono scese instancabili come le gocce di pioggia sul finestrino.
Piovevano i miei occhi e piovevano le nuvole, ma, a differenza di quanto pensassi, non ci sono state frane o alluvioni. L’acqua ha fatto crescere 3 piantine di basilico, tante risate e tanti fiori raccolti dai prati. Le lacrime - che spesso mi annebbiano la vista - hanno portato più vicino a me le persone importanti, affinché potessi vederle, affinché potessi annaffiare anche i fiori dei loro giardini.
E poi l’acqua, il mare e le lacrime hanno fatto crescere anche il mio giardino.
Allora - forse - l’acqua non è solo l’onda travolgente di un amore perduto, ma è anche il frutto di tutto l’amore che ho dato, ricevuto e vissuto.
E poi - ad un certo punto - qualcuno nei miei occhi ci vedrà il mare, la sabbia e i delfini, senza che piangano eccessivamente, ché l’acqua è un bene prezioso e non va sprecata.